Grisdi > CAUSA STEFANI: Scolo acque piovane(art. 913)-Capannoni v.Paolo Borsellino (
*Causa con il sig. Stefani Stefano proprietario del capannone adiacente(stesso lotto ma fondo inferiore)al mio(fondo superiore in pendenza)il quale, senza chiedere niente a nessuno, ha costruito al confine delle due aree cortilive un pannello(prima c'era una semplice rete divisoria) al terreno, alto ~ 3m, ma il problema è ke occupa quasi tutta la larghezza del cortile( ha lasciato solo~20 cm di sfogo), xcui ostacola il flusso e scolo naturale delle acque piovane creando una sorta di lago ke non avendo sfogo x defluire le acque, ha già provocato ingenti danni con allagamenti all' interno dell'edificio e con vari materiali, tipo i legnami, deteriorati ecc.ecc...
*Gli articoli 908 e 913 del Codice Civile disciplinano lo scolo delle acque: l'art. 908 impone al proprietario di un edificio di far scolare le acque piovane solo nel proprio terreno, vietando di farle cadere sul fondo del vicino a meno che non esista una servitù di stillicidio.
*?L'art. 913 stabilisce che il fondo inferiore deve ricevere le acque che dal fondo superiore scolano naturalmente, senza l'intervento dell'uomo, ma il proprietario del fondo superiore non può realizzare opere che aumentino questo flusso.
*Art. 908 - Scarico delle acque piovane
Obbligo del proprietario: Il proprietario di un tetto deve assicurarsi che le acque piovane scolino nel proprio terreno.
Divieto: È vietato far cadere le acque piovane sul fondo del vicino.
Eccezione: Questo divieto non si applica se esiste una servitù di stillicidio, che autorizza lo scarico sul fondo altrui.
Soluzione tecnica: In alternativa, il proprietario può convogliare le acque in grondaie o canali per farle defluire nel proprio terreno o in appositi colatoi pubblici, o adempiere a eventuali regolamenti locali.
NB: Il concetto di "fondo superiore" e "fondo inferiore" nel contesto dello scolo delle acque piovane si riferiscono a fondi limitrofi e differenziati per quota (terreno, ma anche tetti e edifici in generale) e non si limitano esclusivamente ai terreni. Il fondo inferiore è quello a quota più bassa e ha l'obbligo di ricevere le acque che vi scolano naturalmente dal fondo superiore...
Art. 913 c.c.- Gazzetta Ufficiale -
(Scolo delle acque).
*Il fondo inferiore e' soggetto a ricevere le acque che dal fondo
piu' elevato scolano naturalmente, senza che sia intervenuta l'opera dell'uomo.
*Il proprietario del fondo inferiore non puo' impedire questo scolo,
ne' il proprietario del fondo superiore puo' renderlo piu' gravoso.
*Se per opere di sistemazione agraria dell'uno o dell'altro fondo
si rende necessaria una modificazione del deflusso naturale delle acque,
e' dovuta un'indennita' al proprietario del fondo a cui la
modificazione stessa ha recato pregiudizio.
*Art. 913 - Scolo delle acque piovane.
Scolo naturale: Il proprietario del fondo inferiore è tenuto a ricevere le acque che scolano naturalmente dal fondo superiore, senza che vi sia stato l'intervento dell'uomo (ad esempio, per via della pendenza naturale del terreno).
Divieto di impedire lo scolo naturale: Il proprietario del fondo inferiore non può compiere opere che ostacolino il naturale deflusso di queste acque.
Limite: Questo articolo si applica solo allo scolo delle acque che avviene per cause naturali; non si estende allo scolo provocato dall'uomo, come la costruzione di canali di irrigazione, che deve essere disciplinato da specifiche norme o accordi.
Scolo e utilizzazione delle acque - Altalex
13 set 2024 — L'intervento delle Sezioni Unite La Corte di Cassazione a Sezioni Unite (Ordinanza 20 dicembre 2022, n. 37307) ha chiarito che in materia di acque...
*L'articolo 913 del Codice Civile stabilisce l'obbligo di scolo delle acque tra fondi adiacenti, impone di non alterare la configurazione naturale dei terreni e riconosce il diritto di chi sta in basso di ricevere le acque che scolano naturalmente dal fondo più elevato. La giurisprudenza conferma che questo obbligo riguarda solo lo scolo naturale, escludendo quello provocato dall'uomo e che il proprietario del fondo superiore non può renderlo più gravoso. Le sentenze chiariscono inoltre che, se le modifiche diventano necessarie a causa di opere di sistemazione agraria, è dovuta un'indennità al proprietario del fondo pregiudicato.
*Sentenze rilevanti.:
Corte di Cassazione, ordinanza n. 37307 del 20 dicembre 2022: Ribadisce che l'obbligo di non alterare la configurazione naturale dei terreni si applica solo allo scolo naturale delle acque, non a quello provocato dall'uomo.
Corte di Cassazione, ordinanza n. 17509 del 25 giugno 2024: Esclude l'applicazione dell'articolo 913 se il fondo inferiore non ha una conformazione digradante e se lo scolo è causato dalla presenza di costruzioni o terrazzamenti.
Corte di Cassazione, sentenza n. 7576 del 28 marzo 2007: Sottolinea che lo scolo delle acque piovane dal tetto non può essere esercitato in deroga all'articolo 913 se non è basato su una servitù di stillicidio appositamente costituita.
Corte di Cassazione, sentenza n. 1603 del 1974: Un'altra sentenza che si occupa di scolo delle acque e che può essere utile per approfondire.
Punti chiave
*Scolo naturale: L'articolo 913 si applica solo alle acque che scolano naturalmente.
Scolo provocato dall'uomo: Ogni intervento umano che alteri il naturale deflusso delle acque, come la costruzione di tetti o sistemi di canalizzazione, è considerato illegittimo se non supportato da un titolo.
Obbligo di non gravare: Il proprietario del fondo superiore ha l'obbligo di non aggravare lo scolo naturale, mentre il proprietario del fondo inferiore ha l'obbligo di riceverlo.
Indennizzo: Se la modifica del deflusso è necessaria per opere di sistemazione agraria, è dovuta un'indennità al proprietario del fondo danneggiato...
NB: L' art.913 cc. può essere :
Un "art. inderogabile" è una norma giuridica che non può essere modificata o aggirata dalle parti attraverso accordi privati, convenzioni o contratti. È un "art." (articolo) che contiene una disposizione imperativa o cogente, e la sua applicazione è obbligatoria indipendentemente dalla volontà dei singoli.
*Norme imperativa/inderogabile: Regolano aspetti fondamentali per l'ordinamento e non possono essere modificate dai privati. Esempi includono norme penali o disposizioni che tutelano diritti fondamentali...
*L'articolo 913 c.c. sullo scolo naturale delle acque piovane non è inderogabile in assoluto e può essere modificato in alcuni casi, ma solo in presenza di specifiche condizioni e con il doveroso pagamento di un'indennità. La norma impone ai proprietari di non alterare lo scolo naturale delle acque, salvo opere di sistemazione agraria che modifichino il flusso, per le quali è dovuta un'indennità a chi subisce il pregiudizio.
*Obbligo di non alterazione: Il proprietario del fondo inferiore è tenuto a subire il naturale scolo delle acque che provengono dal fondo superiore senza che l'opera dell'uomo le abbia modificate. Il proprietario del fondo superiore non può renderlo più gravoso.
*Eccezioni: Sono ammesse modifiche al deflusso naturale solo se sono necessarie per opere di sistemazione agraria e se viene riconosciuta un'indennità al proprietario del fondo che subisce il pregiudizio, anche se si tratta di un semplice incomodo.
*Deroga a favore di altre opere: La norma non si applica in caso di opere realizzate per scopi diversi da quelli strettamente agrari (ad esempio, opere per la regolazione del traffico), per le quali si applica il principio del "neminem laedere" (non recare danno ad altri) e il proprietario del fondo inferiore ha diritto a un risarcimento per il danno ingiusto subito, come stabilito dall'articolo 2043 c.c...
*Lo scolo delle acque, con termini come "fondo superiore" e "fondo inferiore", non riguarda solo i terreni agricoli, ma si applica a tutte le proprietà private, incluse quelle con edifici, come stabilito dall'articolo 913 del Codice Civile. La legge impone a chi possiede un fondo superiore di permettere lo scolo naturale delle acque verso il fondo inferiore, senza gravare su quest'ultimo con opere che ne aumentino l'onere.
*Dettagli importanti
Deflusso naturale: Il proprietario del fondo inferiore non può impedire lo scolo delle acque che arrivano naturalmente dal fondo superiore.
Modifiche consentite e non: Entrambi i proprietari non possono alterare il naturale deflusso delle acque in modo che diventi più gravoso per l'altro. Tuttavia, modifiche apportate per sistemazioni agrarie o per l'edilizia sono permesse a condizione che non si alteri apprezzabilmente il flusso e che sia dovuta un'indennità per eventuali pregiudizi, come riportato su La Legge per tutti...
*Elementi fondamentali per il risarcimento (art. 2043):
Condotta: Un'azione o omissione dolosa o colposa.
Danno Ingiusto: Lesione di un interesse meritevole di tutela.
Nesso di Causalità: Il danno deve essere conseguenza diretta della condotta.
*Il pilastro principale per il risarcimento danni in Italia è l'art. 2043 c.c. (fatto illecito), che obbliga chiunque cagioni un danno ingiusto con dolo o colpa a risarcirlo. Altri articoli chiave includono l'art. 1223 (danno contrattuale, perdita e mancato guadagno), 2051 (danno da cosa in custodia) e 2054 (circolazione veicoli).
Ecco i principali articoli del Codice Civile in materia di risarcimento danni:
Art. 2043 c.c. - Risarcimento per fatto illecito: È la norma base della responsabilità extracontrattuale. Qualunque fatto doloso o colposo che provoca un danno ingiusto comporta l'obbligo di risarcire.

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